Coronavirus: le nuove regole per la raccolta differenziata in Emilia Romagna

A seguito dell’emergenza sanitaria dovuta al Coronavirus, il Presidente della Regione Emilia Romagna con l’ordinanza della giunta regionale del 21 marzo 2020 (in vigore dal 23 marzo 2020 ha anche disciplinato la raccolta differenziata, il trattamento e lo smaltimento dei rifiuti urbani per cercare di ridurre il più possibile le possibilità di contagio.

I non positivi ma in isolamento

Chi non è positivo al tampone, chi non è in quarantena obbligatoria o chi non è in isolamento dovrà continuare a fare la raccolta differenziata come sancito dal proprio Comune di residenza, con la raccomandazione di buttare eventuali mascherine, guanti, fazzoletti e qualsiasi dispositivo di protezione individuale, sempre nell’indifferenziata. Tali rifiuti saranno trattati, in via del tutto straordinaria in questo periodo, direttamente nei termovalorizzatori senza alcun trattamento preliminare, per evitare che gli operatori vengano a contatto con possibili situazione di contagio.

I positivi

La nuova disposizione sulla raccolta differenziata per i soggetti positivi al tampone prevede che «nelle case dove sono presenti persone risultate positive al tampone, in isolamento o in quarantena obbligatoria, debba essere interrotta da subito la raccolta differenziata. Tutti i rifiuti domestici dovranno perciò essere messi in due o tre sacchi, uno dentro l’altro o in numero maggiore in dipendenza della loro resistenza meccanica, possibilmente utilizzando un contenitore a pedale» così da «garantire anche la sicurezza degli addetti alla gestione dei rifiuti»

I gestori del servizio di raccolta e i centri di raccolta

Per quanto riguarda i gestori del servizio, invece, questi «devono garantire la raccolta degli urbani indifferenziati almeno due volte a settimana e devono attenersi alle raccomandazioni dell’Istituto Superiore di Sanità per la pulizia degli strumenti utilizzati, compresi la sanificazione dei mezzi e delle divise».

« Per le condizioni di sicurezza o di altre attività più urgenti, gestori possono ridurre gli orari o sospendere l’apertura dei Centri di raccolta, cercando comunque di assicurare il conferimento dei rifiuti delle attività produttive assimilate alle utenze domestiche il cui esercizio non è interrotto durante l’emergenza.

Inoltre, viene vietato, senza eccezioni di bruciare materiale vegetale di risulta dei lavori forestali e agricoli.